Grande la nostra soddisfazione per la buona riuscita dell’iniziativa per i 150 anni dell’unità d’Italia.

Con una mostra di sei giorni allestita dal Centro Studi di Storia Patria presso il Muvis e con una conferenza sugli uomini del risorgimento, abbiamo portato a Castiglione un pò di storia, quella storia raccontata dal vivo attraverso la testimonianza dei discendenti dei personaggi che hanno fatto grande l’Italia. Il 30 aprile scorso, presso la sala del Centro Visite abbiamo ospitato nella veste di oratori i pronipoti di Garibaldi, di Ciro Menotti e dello statista Francesco Crispi. Oltre alle autorità del territorio abbiamo ricevuto tra gli ospiti la pronipote dell’Orvietano Cavouriano Filippo Antonio Gualterio e, giunta appositamente da Roma, la signora Maria Stefania Ravizza-Garibaldi, discendente dei conti Ravizza di Orvieto, l’ultima famiglia feudataria a possedere la rocca di Castiglione. Con la loro presenza hanno voluto onorare tutti i cittadini castiglionesi e il lavoro della nostra associazione che ha riportato alla luce anche le memorie di quei castiglionesi, ormai dimenticati, che presero parte agli eventi risorgimentali e ai quali abbiamo voluto dediacare la nuova lapide apposta sulla facciata del Comune.

“Abbiamo parlato di Garibaldi lavorando alla garibaldina!”. Così ci viene da dire se pensiamo a come ci siamo avventurati all’organizzazione di questa importante manifestazione a Castiglione, standone lontano.

Se alcuni di noi, non avessero letto e compreso l’importanza del libro di Catia Bonifazi “Il Risorgimento a Castiglione in Teverina”, probabilmente una manifestazione così non si sarebbe mai fatta e i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia a Castiglione si sarebbero svolti in forma semplice e piuttosto usuale e le appassionanti pagine di storia del risorgimento castiglionese e dei suoi protagonisti avrebbero continuato a giacere sotto il triste velo dell’oblio.

La determinazione del presidente Marco Luzzi “un pazzo”, come amichevolmente Tiziana lo ha presentato agli ospiti della Tavola Rotonda del 30 aprile, ma anche la voglia conoscitiva e collaborativa di Marcello Camilli e Tiziana Tafani, per non tralasciare gli imput positivi dei Castiglionesi forestieri che via internet ci comunicavano entusiasmo e spingevano a portare avanti l’idea per rievocare questo periodo storico che ha segnato la storia della nostra comunità durante i travagliati momenti in cui andava formandosi l’unità nazionale.
Interpellata telefonicamente da Marco, Catia Bonifazi, quale autrice del libro, col suo caratterino selvaggio (per non dire selvatico) rispondeva: “era ora che vi decideste a fare qualcosa!!!” Ma lo sapete che la storia Risorgimentale di Castiglione è ricca di nomi e avvenimenti? Ma lo sapete che gli archivi di polizia pontificia sono piene di informazioni sugli avvenimenti a Castiglione noto come il più imperterrito paese del viterbese di ispirazione Mazziniana?”

Per cui senza esitare troppo si è deciso di sottoporre l’idea di questa manifestazione al Comune ed al Comitato Festeggiamenti, visto che la data ipotizzata era in primis per il 1 maggio e comunque durante i festeggiamenti del SS. Crocifisso considerata la ricorrenza dei fatti locali del 3 maggio del 1861 e per dare la possibilità a molti castiglionesi forestieri di partecipare.
Alla fine per far quagliare tutte le cose e per lasciar spazio o evitare di sovrapporsi ad altri eventi, si è deciso di farla il 30 aprile. A posteriori e visto che il 1 maggio non è stato poi così ricco di appuntamenti, se si fosse fatta in quel giorno sarebbe riuscita ancora meglio ma….
D’altronde ormai l’esperienza ci ha insegnato che svolgere un convegno ed una manifestazione così importante, ricca di ospiti e di momenti di studi e approfondimenti storico-culturali, in concomitanza con altre manifestazioni civili e religiose non è che si possa incastrare bene. E’ comprensibile che in un piccolo paese bisogna tener conto di tutti e tutto, è giusto dare spazio al sacro e tradizionale programma della festa patronale, ma è anche vero che occasioni come queste capitano ogni cinquant’ anni.
Ad ogni modo tra disguidi, incomprensioni, ritardi, una organizzazione a volte approssimativa hanno evidenziato alcuni momenti di scoraggiamento.

Alla fine diciamo che è andato tutto bene, anche se si poteva fare qualcosa di meglio e soprattutto se avessimo avuto più tempo a disposizione per la Tavola Rotonda per approfondire molti argomenti, fatti e personaggi della nostra storia locale, sulla quale in questi mesi ci eravamo appassionatamente preparati. Comunque per compensare pubblicheremo presto su questo sito un approfondimento su questi argomenti.
Quello che ci ha fatto più piacere e che ha dato lustro a tutta la manifestazione è stata la partecipazione alla Tavola Rotonda di prestigiosi ospiti come COSTANZA SAMUELLI SAMUELLI FERRETTI , pronipote di Menotti Garibaldi e nipote dei Ravizza Garibaldi, ANNA MARIA MENOTTI, pronipote del patriota martire Ciro Menotti, GUIDO PALAMENGHI CRISPI, pronipote di Francesco Crispi e GIULIA GUALTERIO, pronipote del cavouriano Conte Antonio Filippo Gualterio di Orvieto.
Nei loro interventi, questi ospiti hanno dato risalto ad aspetti importanti delle figure dei loro avi basandosi sui documenti che hanno lasciato. Oltre ricordare lo spessore delle loro figure, hanno dato  risalto anche al loro lato umano.
Tra i presenti in sala abbiamo avuto il piacere di accogliere la signora Maria Stefania Ravizza-Garibaldi, venuta appositamente da Roma con in mano il berretto che il suo avo Domenico “Menotti” Garibaldi (figlio del più conosciuto Giuseppe) indossò durante la spedizione dei Mille.

Diremmo che è stato un bel momento quello della Tavola Rotonda dal tema:  “Storia Locale e Nazionale attraverso gli uomini del Risorgimento” svoltasi presso la sala del Centro Visite, peraltro con una buona presenza di pubblico.
E’ stato un momento di rilevante valore storico e culturale che ci ha permesso di presentare, e se vogliamo anche sdoganare, la nostra importante storia del periodo risorgimentale, nota soltanto a pochi appasionati.

Rringraziamenti
Un sentito grazie lo dobbiamo dire al Centro studi Culturali e di Storia Patria di Orvieto nelle persone del Presidente Cap. Mario Laurini  e Anna Maria Barbaglia per aver allestito la mostra e curato le relazioni con la stampa e gli inviti.
Al Sindaco e agli assessori ed a tutto il Comune di Castiglione in Teverina che hanno sposato l’idea da noi avanzata di scoprire una lapide in onore dei dimenticati caduti e combattenti castiglionesi nel Risorgimento, oltre che all’averci  fornito i locali e gli addobbi per la mostra e la sala della Tavola Rotonda.
All’assessore alla cultura della provincia di Viterbo Giuseppe Fraticelli per aver accettato l’invito a partecipare.
A Catia Bonifazi che col suo lavoro ha ricostruito le interessanti pagine del risorgimento castiglionese scavando e scoprendo quelle parti più popolari e marginali che spesso non emergono e non vengono citati nei saggi e nei libri di scuola.
Al Professor Bonafede Mancini che ci ha parlato del risorgimento a Viterbo e Provincia con particolare riferimento all’affascinate storia dell’eroina garibaldina e poetessa viterbese Innocenza Ansuini Tondi.
A Giancarlo Rotisciani, per aver dipinto il quadro che ricostruisce lo scontro del 3 maggio 1861 alla Madonna delle Macchie .
Le Scuole e l’Asilo di Castiglione che hanno contribuito alla mostra con i loro lavori manuali e letterari.
A Marino Ottaviani (Marinello), Giancarlo Cipolloni e Bruno Ricci, che si sono gentilmente prestati nella predisposizione dei locali della mostra.
A Vittorio Nicolai per averci messo a disposizione documenti e fotografie storiche che hanno arricchito la parte della mostra dedicata al risorgimento castiglionese.
A Sergio Volentieri, Giuseppe Scorsino, Sandro Gobbi e Santina (la moglie di Marcello) per le riprese fotografiche e video.

Alla partecipazione dei due giovani artisti Castiglionesi Claudio Pistis e Giulia Picchiami che hanno accompagnato con i loro piacevoli motivi musicali tutta la manifestazione, soprattutto con la canzone patriottica ADDIO MIA BELLA ADDIO secondo l’interpretazione più moderna presentata a San Remo da Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario.

Conclusioni
Noi riteniamo che il 30 aprile 2011 rimarrà nella storia di Castiglione, come le immagini della mostra: “Garibaldi, i Mille ed il Regno delle Due Sicilie” e la scopertura della lapide che a perenne ricordanza abbiamo voluto apporre sulla facciata del Comune in segno di gratitudine ai nostri primi padri liberatori e di esempio e monito per i nostri figli.

Concludendo possiamo dire che nonostante tutto siamo contenti di averla organizzata, tra l’altro incassando anche un successo che è andato ben oltre le nostre aspettative, ma questo non è poi così importante per noi! L’importante era fare qualcosa per solennizzare questi 150 anni dell’Unità d’Italia e sfruttare l’occasione di poter recuperare la memoria di quegli anni in cui anche i castiglionesi parteciparono da protagonisti.

Marco, Marcello e Tiziana.

FOTOGALLERY VIDEOGALLEY

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