La mia Storia

di Marcello Camilli

C’è una canzone di Fabrizio De Andrè intitolata “Un Giudice” che inizia così:
Sapete cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura? Ve lo rivelan gli occhi e le battute della gente,……
E’ una canzone dal contenuto autoironico, sprezzante che si abbina bene alla mia vita. Nasco a Castiglione in Teverina (VT) nel 1951 affetto da una forma di nanismo acondroplastico, da una famiglia di contadini in località Pisciarello nel podere di proprietà del Signor Guglielmo Nicolai uno dei vari possidenti castiglionesi. Era il periodo delle lotte contadine che rivendicavano una più equa distribuzione del ricavato dalla terra; ricordo in particolare alcuni scioperi della trebbiatura.
Con i miei fratelli Gianni e Rina nella casa di campagna al Pisciarello

Mi sono reso conto fin da piccolo del mio stato che era diverso dagli altri bambini poiché spesso venivo deriso mi sentii destinato a vivere una vita complicata. I miei genitori preoccupati per un mio futuro da emarginato, decisero di farmi studiare in una struttura idonea come il collegio di suore dell’ Istituto San Giuseppe di Bagnoregio (VT); lì ricevetti una educazione basilare ed un buon livello di istruzione, vi rimasi fino al conseguimento del diploma di Scuola Media Inferiore. In collegio ebbi modo di conoscere i meccanismi perversi di quei luoghi ma anche di ricevere una buona base educativa, la conoscenza di valori importanti per la vita come l’istruzione, l’educazione, la comprensione, il rispetto, l’amicizia e il gioco del calcio. Dopo la terza media mi iscrissi all’Istituto Tecnico Commerciale di Orvieto, fu un periodo intenso, pieno di esperienze vissuto con altri studenti ed amici provenienti dai paesi della zona e con cui, tutti i giorni sullo stesso autobus ci recavamo alle varie scuole di Orvieto.

Con gli amici in Piazza Maggiore

Ogni giorno, la corriera (all’epoca si chiamava ancora così) si animava di situazioni variegate: c’era chi ripassava la lezione per preparasi all’interrogazione, chi tentava di fregare le squisite colazioni “casarecce” di altri colleghi, accese discussioni animavano i tifosi delle varie squadre di calcio, tutti eravamo pervasi da un forte campanilismo tra Castiglionesi, Civitellesi e Sermugnanesi. Nel 1970 mi sono diplomato in Ragioneria, provai ad iscrivermi alla facoltà di Sociologia dell’Università di Roma era il periodo delle contestazioni giovanili post 1968, ma la precaria situazione economica famigliare consigliava un rapido inserimento lavorativo, per cui decisi di abbandonare l’Università. Pur se breve, l’esperienza romana mi consentì di conoscere, dal di fuori, il movimento studentesco del 68.

All'Istituto Tecnico Commerciale di Orvieto
Dopo aver tentato di trovare lavoro facendo domande, concorsi vari e lavori temporanei come l’incarico per tre mesi alle Poste (era una forma di contratto che usavano spesso), decisi di rilevare l’Agenzia d’Affari di M. Angelucci che lasciava avendo vinto un concorso statale. Lo feci in società con Angelo Calabresi dove lui si occupava di pratiche automobilistiche ed io di contabilità e questioni fiscali.
Dopo circa cinque anni venni assunto come Ragioniere dalla Confesercenti di Viterbo con cui ho lavorato fino al 1991, anno in cui mi sono ammalato. Oltre al lavoro mi sono impegnato nel Volontariato Sociale del Paese, infatti ho fatto parte della Società Sportiva, del Comitato Festeggiamenti e sono stato assessore comunale dal 1980 al 1995.
E’ stato un periodo intenso di impegni, oggi mi sento di dire troppi. Vorrei ricordare con molto piacere tre momenti importanti del mio impegno sociale: a) con la Società Sportiva, la vittoria del campionato di 3/a categoria insieme all’allenatore Sandro Pompei; b) come assessore alla scuola, l’inaugurazione della nuova Scuola Media ed il trasferimento nella nuova sede del capoluogo della Scuola Materna di Sermugnano.
A.C. Castiglionese, vincitrice del campionato 78-79 di terza categoria

Diversi amici castiglionesi mi suggerivano, altri lo auspicavano che io mi candidassi per fare il Sindaco del Paese; confesso che nel momento in cui si erano create le condizioni per farlo, ho percepito la serietà dei guai fisici che mi stavano capitando e accantonai cautelativamente l’idea. Infatti, nel 1991 mi sono ammalato seriamente, a causa di una degenerazione della colonna vertebrale nella parte lombosacrale e sono rimasto paraplegico. Inizia per me un lungo periodo di ricoveri ospedalieri dove vengo sottoposto ad interventi chirurgici abbastanza rilevanti, seguiti da degenze in centri di riabilitazione; nel frattempo vengo riconosciuto invalido civile con inabilità lavorativa.

Con gli insegnanti delle elementari di Castiglione durante la carica di Assessore Comunale

Tra gli altri, vengo ricoverato nella città di Bologna prima all’ospedale Bellaria poi al Policlinico S.Orsola Malpighi dove ho incontrato Santina la mia attuale anima gemella.

Posso affermare che da quel momento, è iniziata la mia seconda vita…..

La malattia che mi ha colpito, le sue vicissitudini e le conseguenze mi avevano dato quasi per spacciato, costretto a vivere su una sedia a rotelle incapace di adempiere gli atti quotidiani della vita. Invece il Signore mi ha mandato questa Santa donna per cui nutro tutt’ora un sentimento di vero amore e tanta gratitudine! Siamo stati fidanzati dal 1992 al 1995, l’entusiasmo ritrovato e la serenità mi hanno consentito di riacquistare un minimo di autonomia e tanto spirito positivo.

Durante la carica di Assessore Comunale

Nel settembre del 1995 decidemmo di sposarci e di stabilirci a Bologna in una casa nostra acquistata con l’aiuto di un mutuo ipotecario.

Mentre Santina continua il suo lavoro di infermiera, io mi inserisco con l’aiuto di alcuni ragazzi del servizio civile, prima nel mondo delle associazioni di volontariato poi decido di cimentarmi con la recitazione: frequento corsi di dizione,lettura espressiva, doppiaggio e speakeraggio, partecipo a laboratori teatrali integrati.

Da qui parte la mia nuova esperienza di attore teatrale, di cui queste sono le tappe più salienti:
  • 2001: Chissà se i pesci piangono di D. Dolci, con il Teatro Aenigma di Urbino.
  • 2002: Faust II di W. Goethe, con la compagnia Teatro Lenz di Parma.
  • 2003: Il pianeta irritabile di P.Volponi, compagnia Teatro Aenigma di Urbino.
  • 2004: Nuvole spettacolo teatrale-musicale ispirato a F. De Andrè con il gruppo Teatro di Camelot.
  • 2005: Il piede dell’elefante spettacolo di teatro fisico-contact, con la partecipazione integrata di danzatori abili e disabili, compagnia Vi-kap di Bologna.
  • 2006: Come attore-regista produco:
– “Sparì come un pulviscolo d’oro“, uno spettacolo ispirato alla vita di Marilyn Monroe, con la partecipazione dell’attrice Paola Gatta; successivamente nel 2009 viene proposta una nuova versione con l’attrice Flaminia Fiano.
Passionilibere espressioni creative – manifestazione spettacolo ideata dalla AUSL- Servizio Disabili Adulti di Bologna.
VIN’ART – “Gocce di letteratura, musica e teatro“: spettacolo ispirato al vino presentato alla XXIII Edizione 2006, 2007, 2008 della Festa del Vino di Castiglione in Teverina.

Orvieto OFF 2010 “Sapori di versi”, uno spettacolo di musiche, poesie e momenti teatrali dove insieme a me hanno partecipato altri artisti castiglionesi come Simone Giusti, Leonardo Ceccani, Claudia Persanti e Claudio Lupino.

Attualmente mi dedico principalmente alla regia ed all’organizzazione di eventi per conto del Servizio disabili adulti dell’AUSL di Bologna.

Dulcis in fundo, attualmente faccio parte del gruppo dei soci fondatori dell’Associazione Castiglionesi nel mondo a cui, in qualità di vice Presidente, dedico una buona parte del tempo libero.

11 risposte a "La mia Storia"

  1. sergio volentieri 25 gennaio 2011 / 08:44

    Grandeeeeeeeeeeeeeeeeeeee. Sei sempre stato il nostro piccolo grande uomo. Un grande Grazie per tutto quello che hai fatto e che farai . Lunga vita a Te e Santina. Sergio

  2. Marco Luzzi 25 gennaio 2011 / 09:50

    Grande Marcelloooooo!!

  3. marcello todini 25 gennaio 2011 / 10:04

    marcello sei un ricordo importante della nostra infanzia e gioventù trascorsa insieme nel nostro amato paese grazie di esistere

  4. Filippo Formica 25 gennaio 2011 / 13:47

    Caro Marcello, la tua storia è molto bella e interessante. La forza d’animo e l’intelligenza ti hanno aiutato a raggiungere nella vita ottimi risultati. Sei ammirevole e di buon esempio per noi tutti e sopratutto per i giovani che leggeranno questo tuo racconto. Bravo e grazie per il tuo costante impegno a favore di noi Castiglionesi.

  5. Marcello Camilli 26 gennaio 2011 / 06:35

    Grazie a tutti. Vi voglio bene! W Castiglione! Un abbraccio.

  6. marcello corsi 2 marzo 2011 / 14:01

    la tua diversità che ci ricordi con infinita tenerezza non è altro che sei il più grande, il più bravo, il migliore di tutti noi. Un saluto cordiale a Santina che ha potuto godere del tuo affetto e della tua presenza, un bacio a te. A presto Marcello

    • Marcello Camilli 4 marzo 2011 / 20:28

      Grazie di cuore, per queste belle parole carissimo Marcello, da parte mia e di Santina. Un caro saluto a Massimiliano e a tutti Voi. A presto!

  7. Catia Funcello 7 marzo 2011 / 04:27

    Ciao Marcello, sono quasi tre ore che sono su questo sito…leggo le testimonianze e mi fermo spesso a riflettere,un’ondata di malinconica e dolce nostalgia mi pervade e non ti nascondo che affiora anche qualche lacrima… ! Il pensiero corre a mio padre, sono ormai 24 anni che si e’ trasferito lassu’…
    Lui sarebbe entrato di diritto a far parte del gruppo ! Tu lo sai Marcello, le persone come te,mio padre, Giorgio Tarabu,oggi le chiamano diversamente abili,quando io ero piccola venivano chiamate handicappate, ma quando mio padre e Giorgio erano piccoli erano considerati emarginati (che letteralmente significa ai bordi della societa’…persone-non persone) mio padre veniva chiamato “struppio”.Alcuni,tanti si sono abbandonati al loro destino,ma voi siete l’esempio che si puo’ vivere in modo energico,attivo ed alla fine appagante. Io sono grata a mio padre di avermi fatto vivere un’infanzia nella normalita’. Andavamo ai giardini di villa gloria e lui faceva le parallele (altri papa’ non ci riuscivano), andavamo al lago di Castel Gandolfo,affittava una barca,mi portava al largo e m’insegnava a fare i tuffi ed a nuotare,era riuscito a comperare una macchina, una 600,era l’unico papa’ del quartiere che l’aveva e cosi’ qualche pomeriggio caricava su’ alcuni bambini e ci faceva fare un giretto….io ero molto fiera di lui !! Grazie a lui !! Grazie a te Marcello !! Grazie a Giorgio !! Grazie a tutte le persone come voi che con la loro vita ci hanno dimostrato che i “diversamente abili” spesso siamo noi “normali” che non riusciamo a vedere l’individuo dietro il difetto fisico.
    ….ma l’avranno inventata qualche nuova terapia per i cervelli di alcuni normodotati ???
    Un grande , grande abbraccio Marcello !

    • Marcello Camilli 7 marzo 2011 / 06:17

      Grazie Catia, per le tue belle considerazioni e per i bei ricordi che hai rievocato su tuo padre, che anche io ho avuto il piacere di conoscere: solare, positivo, coraggioso, altruista, veramente una bella persona; sicuramente oggi lo avremmo annoverato nel nostro gruppo. Quando venivate da Roma, ci si incontrava sempre con simpatia ed amicizia, spesso ci si vedeva presso la bottega di Angelino Serranti (altro caro amico e membro della nostra grande famiglia di diversamente abili) in via del Rivellino. Cara Catia, io penso che la natura, a tutti gli uomini quando nascono, riservi tanti limiti ma anche diverse potenzialità e soprattutto il dono dell’intelligenza che purtroppo non tutti, sfruttano e/o mettono in pratica. Le persone come tuo padre e gli altri che abbiamo citato, penso che siano un esempio di coloro che credono “come la vita vada sempre affrontata e vissuta”, nonostante tutto…
      Spero di rivederti presto, un grande abbraccio!

  8. Edy Fraticello 4 novembre 2011 / 08:46

    Caro Camilli, ne è passata di acqua sotto i ponti da quell’aprile 1979, da quando mi sono sposata, e tu sei entrato ha far parte da subito della nostra famiglia ( lo zio Marci per Anna e Carlo). Non è stato facile per me lasciare così presto il mio paese e tutti i miei amici, sei stato un grande aiuto, in quel particolare momento. L’inizio della tua malattia che ho vissuto in prima persona, ti ha permesso di incontrare quella giovane infermiera (che sembra fragile, ma che non lo è per niente) e cominciare insieme a Lei un nuovo percorso, fatto di cose belle, ma come per tutti noi, anche di ostacoli superati con grande forza di volontà. Ricorda al fianco di un grande uomo, c’è sempre una grande donna. Questa Associazione è la ciliegina sulla torta,che ti ha permesso di rientrare alla grande, nella vita Castiglionese, e poter riallacciare i rapporti con persone perse di vista da tanto tempo. Complimenti a tutti per il bellisimo sito, che non avevo mai guardato con attenzione.
    andate avanti così, mi sembrate tutti una grande famiglia. Se posso essere utile in qualche modo, sarò ben felice di darvi una mano.
    un bacione a tutti in particolare al mio amico del cuore ed alla sua carissima moglie.
    Ciao Edy

  9. Marcello Camilli 9 novembre 2011 / 14:17

    Carissima amica, proprio così, a coloro che sostengono, spesso anche con ragione, che l’amicizia tra un uomo ed una donna non esiste, in questo caso li dobbiamo smentire perchè, in effetti la nostra è ed è stata una amicizia vera che dura da circa 35 anni. Ho letto questo tuo commento alcuni giorni fa, ma non ho avuto subito la forza di risponderti perchè mi sono un pò commosso. Abbiamo vissuto insieme tanti momenti della nostra vita da quando ti chiamavamo l’Edy dell’UDI, giovane simpatizzante del movimento femminista ad oggi. Momenti belli, importanti insieme a te ed alla tua famiglia come la reciproca testimonianza ai nostri matrimoni, la nascita e la crescita di Anna e Carlo, l’elezione a Sindaco di Francesco; ma anche quel difficile periodo della mia malattia che tu effettivamente hai vissuto in prima persona accompagnandomi all’Ospedale di Orvieto. Fortunatamente il destino ha voluto ripagarmi facendomi incontrare una donna come Santina, Santa per la verità di nome e di fatto con cui ho ricominciato una nuova vita. Anche quì tu e la tua famiglia avete continuato ad esserci vicini nel bene e nel male.
    L’Associazione dei Castiglionesi nel Mondo è una bella creatura, grazie a tanti altri amici che l’hanno voluta e che la sostengono. Una grande famiglia, come l’hai definita tu, dove ognuno mette in comune un pezzo della propria vita, delle idee, momenti di svago e perchè nò anche qualche incavolatura. Tutto aiuta a dare un senso a questa vita…. che, a volte, un senso non lo ha…..
    Un abbraccio ed un bacione da me e Santa.

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