sei in : Storie di paese
di Francesco Chiucchiurlotto
Comincia oggi una storia semplice, semplice, che viaggia leggera nella valle del Tevere come fosse uno di quegli uccelli migratori che fanno tappa nell’oasi di Alviano; che sono tanto più leggeri quanto sconosciuti ai più, esotici e piumatissimi. A modo suo esotico e piumatissimo, foltissimi e bianchissimi capelli, è anche Pietro il sardo, arrivato a Castiglione per fare il pastore; di grande affabilità, di gran compagnia, di grandi bevute.Appena arrivato ed ambientato tra i casolari vicini gli piaceva scambiare due chiacchiere nelle tappe di trasferimento da un gregge all’altro o durante le soste dei lavori agricoli: “Ovè Pietro! vieni’ a beve ‘n goccio che l’ho cavato adesso adesso” Gli diceva Bustone il lubrianese. “Madonna bona” con una B dolce alla toscana,“vengo che ‘l tuo è proppio bono” Così tra una confidenza e l’altra diviene di casa dappertutto e si fa benvolere anche dalle massaie, che di solito sono le più guardinghe e prudenti della famiglia. Così la Rosa di Silicio un giorno, dopo uno scambio di battute, al momento dei saluti, lo invita: “Oh Piè’ fermative a magnà popò; evvia, magnate popò co noe”. Pietro, che aveva proprio fretta, rifiuta e saluta, ma per strada ripensa fitto fitto su quel “popò”. Mangiate “popò”. E che sarà mai sto popò, il sedere di qualche animale; un piatto particolare che fanno a Castiglione, ed altre congetture elaborate anche per ingannare il tempo del viaggio. Arrivato a casa trasferisce il rovello pari pari alla moglie, che da buona casalinga sarda non azzarda ipotesi. Qualche giorno dopo Pietro si trova a ripassare vicino al casolare di Silicio e non sa resistere alla tentazione di chiamare Rosa che si affaccia sulla porta. “Sora Rò – le dice sfoderando il suo più bel sorriso – levatemi una curiosità: ma che è sto popò che mi volevate far mangiare l’altro giorno ? un culo di gallina in umido? “ Rosa scoppiò in una risata fragorosa, proprio di cuore, con tutto l’imponente petto di cinquantenne ben fornita che sballonzolava su e giù che era una bellezza: “Oh Piè, ma sete proprio goio, a Castijone pe dì – magnate un poco – se dice: magnate pò pò, poco poco; avete capito?” Così la risata divenne doppia ed a sera la storiella del popò già faceva il giro delle osterie.