Massimiliano Lattanzi – Storia della mia famiglia.

Mio padre Lattanzi Arduino (per tutti gli amici “il Sardino” ), fratello di Lattanzi Tarquinio, lavorava alle dipendenze del Conte Romolo Vaselli in una delle stalle dell’azienda di Castiglione. Con l’inizio della prima crisi economica, dopo il boom degli anni sessanta, anche l’impresa Vaselli inizia a licenziare e mio padre si lascia convincere dall’ex fattore dell’azienda, il Sor Pietro, che aveva gia’ lasciato castiglione, a seguirlo nell’azienda agricola nei pressi del Santuario della Madonna del Divino Amore a Roma. Dopo un po di incertezza mio padre accetta di partire per Roma con tutta la famiglia al seguito: la moglie Burla Agnese e i suoi sei figli : Antonio, me Massimiliano, Sandro, Rita, Roberto e Stefania. Si parte il 27 ottobre del 1967 accompagnati con i camion di Eutimio Persieri,  di Mario Trappolini e Bruno Ricci. Trasferiti a Roma comincia per tutti noi una nuova vita, l’ambientamento non e’ facile, i primi anni sono duri e difficili, ma piano piano i nuovi amici ci hanno aiutato  a non sentire troppo la nostalgia delle nostre origini.

Lavorando duro e facendo grossi sacrifici,  siamo riusciti a raggiungere qualche obbiettivo, ma abbiamo vissuto anche grossi dispiaceri a causa di tragedie familiari che inevitabilmente hanno segnato la nostra esistenza. Tuttavia ognuno di noi figli,dopo aver messo su famiglia ha preso la sua strada. Io e Roberto abbiamo messo su una piccola carrozzeria per la riparazione delle auto e pian piano siamo riusciti a farla crescere fino a quando due anni fa abbiamo attirato l’attenzione di una rivista automobilistica che viene stampata a Milano con  tiratura nazionale, denominata: “Bellauto”, che ha voluto dedicare un servizio su come è  strutturata e gestita una piccola impresa a conduzione famigliare come la nostra. Abbiamo avuto così il  piacere di vedere  pubblicata la nostra intervista sulla rivista, accompagnata dalle foto della nostra carrozzeria.

Roberto dopo aver collaborato con me per tanti anni,ha preso una strada diversa. Oggi gestisce a Trigoria una avviato punto di vendita on-line, di abiti da lavoro, articoli sportivi, materiale per infortunistica e scritte pubblicitarie. Antonio, il più grande dei fratelli, dopo aver lavorato come escavatorista in una cava di pozzolana è in pensione, Le mie sorelle Rita e Stefania sono sposate e vivono nella zona est di Roma: Ponte di Nona e Castel Verde.

Mio padre Arduino e mio fratello Sandro purtroppo non sono più tra noi.

Questo è il riassunto della storia della mia famiglia negli ultimi quarant’ anni.

Saluti

Massimiliano Lattanzi

7 risposte a "Massimiliano Lattanzi – Storia della mia famiglia."

  1. Filippo 2 febbraio 2011 / 00:48

    Bravo Massimiliano, un grande Buon lavoro a te figliolo e nipote.

  2. Marcello Camilli 2 febbraio 2011 / 06:32

    Massimiliano, il tuo è un tipico esempio di quei tanti piccoli imprenditori che si sono fatti da soli, a proprie spese e rischi, che tutt’ora sostengono l’economia italiana. Purtroppo anche i nostri politici spesso parlano bene della vostra categoria ma poche sono le leggi a vostro sostegno, è più facile per loro, legiferare a favore dei grossi gruppi industriali. Tu e la tua famiglia dovete essere orgogliosi di questo; da parte mia vi faccio tanti auguri per il buon proseguimento dell’attività.

    • LATTANZI MASSIMILIANO 13 febbraio 2011 / 08:40

      MARCELLO GRAZIE PER LA GRANDE ATTENZIONE CHE HAI DEDICATO ALLA MIA FAMIGLIA E AL FRUTTO DEL MIO LAVORO,PURTROPPO QUELLO CHE DICI TU E LA PURA E SEMPLICE VERITA,L’ARTIGGIANATO E LA PICCOLA IMPRESA IN GENERE VIENE MENSIONATA SOLAMENTE QUANDO C’E’ DA PARLARE DI EVASIONE FISCALE,NON CI SONO LEGGI A SOSTEGNO DELLA PICCOLA IMPRESA E ANCHE LE ORGANIZZAZZIONI DI CATEGORIA SPUNTATI COME FUNGHI NEGLI ULTIMI ANNI PENSANO SOLO ALLA LORO CRESCITA E ALLA CONQUISTA DEL POTERE POLITICO.COMPLIMENTO PER L’OTTIMO LAVORO CHE STATE FACENDO COME CASTIGLIONESI.
      UN GRANDE ABBRACCIO MASSIMILIANO

  3. sergio volentieri 17 febbraio 2011 / 15:44

    Caro Massi ,perchè non hai nenzionato il tuo grande hobbi, il sassofono…..comunque complimenti per tutto quello che hai fatto e che farai insieme ai tuoi eredi,metti una foto di tuo padre, perchè io non lo ricordo ma sentivo parlare spesso da mio padre del tuo “Sardino”.Ciao a presto

  4. LATTANZI MASSIMILIANO 8 marzo 2011 / 07:19

    CARO SERGIO E’ VERO IL MIO HOBBY E’ SUONARE IL SAX CHE LO FACCIO PER PURO E SEMPLICE DIVERTIMENTO PERSONALE, E PER SCARICARE LA TENSIONE CHE IL LAVORO INEVITABILMENTE TI PROVOCA,DEVI SAPERE CHE QUESTA MIA PASSIONE VIENE DA MOLTO LONTANO, PERCHE DA GIOVANISSIMO SUONAVO IL CLARINETTO NELLA BANDA MUSICALE DI CASTIGLIONE IN TEVERINA.A META DEGLI ANNI 60, CARBONI MARINELLO GINOLA CON LA COLLABORAZIONE DI CIO’ CHE ERA RIMASTO DELLA BANDA MUSICALE DEL DOPOGUERRA E L’AIUTO DEL GRANDISSIMO MAESTRO ELIO TARANTELLO SI DECISE DI RIORGANIZZARE LA BANDA MUSICALE CHE ANCORA OGGI SI HA IL GRANDE PIACERE DI ASCOLTARE.
    CIAO A PRESTO

  5. Filippo Formica 8 marzo 2011 / 13:42

    Caro massimiliano ti voglio raccontare una storia che pochissimi conoscono.
    Come è nata la nuova banda musicale a Castiglione?
    Come tu hai scritto era la metà degli anni 60 esattamente la primavera del 1967.
    Come sapranno i Castiglionesi del tempo, nel 1967 a Castiglione c’erano due complessi musicali.
    Ad alcuni di noi venne l’idea di farne un terzo inserendo strumenti a fiato, non vorrei sbagliarmi ma tra i ragazzi mi sembra di ricordare Sauro, Pagliaccetto, Carboni e gli altri non li ricordo) Contattammo il maestro di musica di uno dei due complessi ( non ricordo il suo nome, ricordo soltanto che era alto e magro è veniva da Montefiascone), Iniziammo a prendere le lezioni di teoria, contemporaneamente ci consigliò di acquistare gli strumenti usati chiedendoli ai vecchi musicisti della vecchia banda. Io suonavo il trombone e non ricordo dove l’avevo recuperato. I musicisti della vecchia banda avendo saputo che si stava organizzando qualcosa con gli strumenti a fiato, contattarono anche loro il maestro, da quì fortunatamente per Castiglione la situazione cambiò, da piccolo complesso jazz a banda cittadina. Contemporaneamente Il sottoscritto ed altri andammo via dal paese e la banda riprese vigore con l’inserimento di tutti i musicisti della vecchia banda e di molti giovani..Noi come complesso non siamo mai nati.

    • LATTANZI MASSIMILIANO 11 marzo 2011 / 07:33

      Ciao Filippo si mi ricordo perfettamente dei due complessi i Pipistrelli e i Randaggi,mi ricordo anche come si incomincio’ con la banda,il maestro che dici tu di montefiascine si chiamava Elio Tarantello che purtroppo mi ha detto Marinello non c’e’ piu’,Sauro e Pagliaccetto (tra l’altro con Pagliaccetto abbiamo fatto le elementari insieme)non erano con noi, Carboni invece era uno degli organizzatori insieme a Marinello,c’era Marcello Cassetta ,Giacomino (toccacielo)Picchio Ettore, Todini Giuseppe I cugini Perquoti,Stopponi e altri,poi diversi erano della banda del dopoguerra.
      CIAO FILIPPO

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