Ricordo di padre Bottini a un anno dalla morte di padre Lino

di padre Claudio Bottini – odierno decano dello S.B.F.

Santa Maria degli Angeli 17-7-1955
Pace e Bene! Dies magna signanda lapillo [Grande giorno da segnare con una pietra]Tu es Sacerdos in aeternum! – Ordinazione sacerdotale
Gesù mio, dal profondo del mio nulla volgo gli occhi al tuo volto. È uno sguardo di sincero e totale abbandono tra le braccia della tua infinita misericordia e del tuo amore sconfinato. Tu, Domine benedictus sis qui me creasti [Benedetto sii tu Signore che mi hai creato]. Fin dall’eternità tu hai pensato al mio sacerdozio e l’hai pensato bello, divinamente
bello! Gesù, Cristo mio: ma io sono miseria, la miseria! Perché a me, perché a me! Io mi sento a zero. Adauge fidem [Aumenta la fede], o Xto mio! E fa che in ogni circostanza della vita io ripeta con fiducia immensa le parole del nostro S. Paolo: “omnia possum in eo qui me confortat” [Tutto posso in colui che mi dà la forza: Fil 4,13]. Gesù, questa mattina uscirò dalla chiesa totalmente trasformato in te: “Sacerdos alter Xtus”. Donami, o Signore, la ricchezza del tuo spirito e che la mia fedeltà sia eterna come il Sacerdozio tuo è eterno. Gesù, voglio essere un bravo Sacerdote francescano: tutto tuo e tutto a tutti. Voglio stare con te e voglio stare con i fratelli sofferenti: salvatore come te e adoratore e glorificatore della SS. Trinità. Madonnina mia Santa, tu mi amerai e seguirai come amasti e seguisti il tuo Gesù. Fammi sentire sempre il profumo della tua bellezza immacolata e la carezza del tuo dolcissimo amore. Ti amo, mamma e fidanzata bella, ma tu custodisci gelosamente il tuo piccolo fiore. – Padre Francesco, San Bernardino, sorridetemi e proteggete il mio sacerdozio…

Con animo grato ricordiamo P. Lino attraverso le sue stesse parole. Sono confidenze spirituali che, giovane frate, esprimeva al Signore nelle tappe fondamentali della sua vita. Sono pensieri, propositi, preghiere che, insieme ad altri ricordi personali, aveva consegnato pochi mesi prima della scomparsa alla sorella Giacinta (Pomezia, Italia). Chi lo ha conosciuto vi trova già il francescano e il sacerdote innamorato di Cristo, della Mamma Celeste e dei fratelli. (G. Claudio Bottini)

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26/10/1952 Festa di Cristo Re!

Professione solenne
(Questo foglio lo porterò sul cuore durante lo svolgimento del rito della Professione)

Ecco, Gesù, è arrivata l’ora del nostro definitivo incontro. Dopo la Professione solenne, Gesù, io sarò tutto e per sempre tuo. Ebbene, Gesù mio, cosa intendo dirti quando mi vedrò unito per sempre a te?
Prima di tutto, Gesù mio, ti dirò che quel che hai fatto per me è troppo. Tanti ragazzi,
compagni miei, più bravi di me non hanno ricevuto quel che ho avuto io. Poi ti dirò che io voglio in qualche modo contraccambiare con la fedeltà e l’amore l’inestimabile dono della vocazione. Per riuscire nell’intento voglio, col tuo aiuto, Gesù mio, vivere unicamente per te sempre, in tutti gli istanti della vita. Son certo, Gesù, che non agirò come parlo adesso, ma se ci saranno le debolezze, non ci sarà però mai un rallentamento nella dedizione completa ed esclusiva a te. Gesù, che io sia sempre tuo, che io possa morir d’amore per te. Fa’ di me quel che tu vuoi. Purché dia piacere a te, io son pronto a tutto. Non mi risparmiare niente, tutt’al più risparmiami le gioie, le sofferenze no. La sposa deve seguire in tutto lo sposo. Gesù, se la tua vita non ha conosciuto che le ore del dolore, non è giusto, anzi doveroso che la sofferenza sia il mio pane quotidiano? Gesù, fammi essere apostolo del tuo amore. Il mio apostolato sia come quello della Madonna, tutto premura per te e tutto silenzio per me. Gesù, che i miei fratelli possano vedere in me l’uomo di Dio, un altro Gesù…
Gesù, ricorda tutte le persone a me care…
Mamma Maria, abbellisci il tuo bambino per la venuta di Gesù. Che il bambino piaccia tanto tanto a Gesù. Padre Francesco, benedicimi. Che io sia un degno figlio. Santi
miei protettori, pregate, intercedete per me. Angelo mio santo, prega tanto per me…

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Assisi – Santa Maria degli Angeli 23-5-1954

Ordinazione del Suddiaconato

Caro Gesù mio, sommo e dolcissimo Sacerdote a Te si apre il mio cuore in questa grande tappa della mia ascesa verso il Sacerdozio. Sono ormai sul tuo altare: dove contemplo e gusto le bellezze della tua presenza reale. I candidi veli che ti nascondono non possono parlarci che di Te, giglio fragrante delle convalli. È il candore del tuo manto esterno che rapisce il mio amore. E mi fa riflettere: la candida bianchezza dei veli eucaristici esige cuori, mani, anime cristalline, nivee. La castità perfetta! Gli occhi del Suddiacono devono
essere casti e vergini per poter contemplare così da vicino e così a lungo il Giglio delle convalli.
Gesù, generosamente e con tutto il cuore accetto: tu sei la bellezza e la soavità e l’amore per essenza. – Solo ti chiedo fedeltà perfetta, perfettissima. – La mia festa mi dà diritto a chiederti anche un’altra grazia: Gesù, mantieni la purezza a chi ancora la vive, ridonala al tuo clero che l’ha perduta. Sono sull’altare, vicino al Sacerdote, davanti al corpo di Cristo. Non mi resta che poter toccare l’Eucaristia! La dignità è grande!

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I(esus) M(aria) I(oseph) F(ranciscus)

Santa Maria degli Angeli 12-11-1954
Confessione
Prop(osito): più intimità eucaristica, frenare la bramosia di trionfare.

Questa volta le parole del Confessore sono state forti, terribili. Non me le aspettavo. Mi ha detto: 1) non sei cattivo, ma non sei come Gesù ti vuole, come ti fa sentire che ti vuole (da chi più ha più sarà richiesto). – 2) Sei pigro spiritualmente. – 3) Ormai è un anno che ripeti la solita filastrocca: gallo, egoista e qualche scrupolo sulla purezza. – 4) È assolutamente
necessario prendere una seria decisione. È ragione di vita. Se no Gesù ti farà svegliare con qualche salto mortale, con qualche cascatone. Qui mi son sentito male. Gesù, ho detto, la morte ma non il peccato, anzi neppure l’imperfezione. – 5) La virtù non sta nella scienza, ma nella pratica, nella sapienza. – 6) Hai un programma giornaliero?
Ho risposto di si, ma con la clausula: senza sacrificio. Dev’essere più impegnativo e l’impegno deve consistere in questo: nel non impedire alla grazia di lavorare.
I(esus) M(aria) I(oseph) F(ranciscus) C(lara)

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Santa Maria degli Angeli 21-11-1954

Nihil sine Maria [Nulla senza Maria]
Ordinazione diaconale

Gesù ti dò il mio proposito. Non lo manterrò per lo meno con quella fedeltà che tu chiedi, che tu aspetti dai tuoi ministri. Ma tu adesso vuoi qualcosa da me, vuoi una parola sulla grande grazia che mi fai. Eccola Gesù: 1) voglio amarti, vorrò amarti fino a scomparire nel mare della tua volontà. Io non penserò che a te. Mi sforzerò con tutte le energie per distruggere l’idolo fetido e putrido del mio io, Cristo-Lino = 1. Vivo ego, iam non ego, vivit vero in me Xtus [Non vivo più io, ma Cristo vive in me: Gal 2,20] 2) Amerò perdutamente anche il tuo Corpo Mistico. L’amerò come te stesso, non come me stesso.  Ai fratelli che sono una cosa sola con te, consacrerò le mie energie, la mia intelligenza, il mio cuore.

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