ER BISSE

di Francesco Chiucchiurlotto

Salvatore Ferrettini, detto “er Bisse”, deve a questo soprannome una spontanea corrente di simpatia, tanto ben fisso nella memoria dei Castiglionesi è il ricordo dell’origine di quel soprannome.

Tanti anni fa, quando uscire dai confini provinciali era un evento ed andare a Roma, alla capitale, “ricordatoro” cioè memorabile, Salvatore fu chiamato dal padrone del mulino dove lavorava, per una consegna: “Domattina alla 5 pronti, che si va a trovare il Papa”

Salvatore era un animo semplice, gran lavoratore, prima nei campi e poi in paese al mulino, promosso per la sua attitudine al carico e scarico di balle di farina, grazie ad una forza fisica che non si desumeva dall’aspetto, piuttosto mingherlino, e che, come amava ripetere, dipendeva dalle “nervature dei muscoli.”

Finito che ebbero a Roma  il lavoro di consegna, poco dopo mezzogiorno, il padrone gli diede licenza e soldi per recarsi al ristorante d’angolo per il pranzo, mentre accompagnava il cliente a sistemare certi conti.

“Vojo fa ‘na magnata de bistecche da crepà la trippa, artro che le faciole che me fa magnà sempre la mi mamma!” pensava Salvatore mentre varcava la soglia del ristorante e veniva accolto da un cameriere in farfallino nero e tovagliolo bianco sull’avambraccio, sino ad un tavolo finemente apparecchiato.

Come si fu seduto il cameriere gli sottopose il menu e Salvatore, che era analfabeta, già confuso dall’ambiente elegante e raffinato ne restò semplicemente traumatizzato.

“Ecco io…” cominciò a farfugliare con un fil di voce “vorrei… siccome che la mi mamma mi fa sempre le faciole, ecco lei …volevo…faciole in umido, faciole in insalata, faciole co le cotiche … allora…”

Alza lo sguardo e si accorge che il cameriere non c’è più; comincia così una attesa travagliata dal dilemma se aspettare o andarsene a cercare una fraschetta, tanto più che per scorno ulteriore proprio davanti a lui un energumeno con due spalle come un armadio stava divorando una bella bistecca con insalata.

Era in tali ambasce che all’improvviso si materializza il cameriere con un fumante piatto di… fagioli con cotiche, evidentemente l’unica cosa intelleggibile dal suo farfugliamento d’ordinazione.

Mentre con sconsolate cucchiaiate aggrediva l’odiata fagiolata, notò che l’energumeno di prima, terminata la bistecca, indicando con un dito il piatto con l’osso meticolosamente spolpato, esclamava un perentorio: Cameriere,  Bis!”.

Poco dopo ecco di nuovo il cameriere servire al suo vicino un’altra monumentale bistecca con insalata.

“Porca puttanissima miseria” esclama tra sé Salvatore con lo sguardo allucinato” hae capito ‘sti cittadini, cianno le parole segrete pe capisse.”

Così appena ebbe finito i fagioli, attira con la mano l’attenzione del cameriere, che domanda: “Il signore desidera?

Salvatore con fare perentorio ed indicando il piatto vuoto esclama: “Cameriere?: BISSE!!!

La soddisfazione che provò nell’ordinare fu pari alla prostrazione che l’afflisse non appena il cameriere gli mise sotto il naso un piatto fumante di … fagioli con cotiche; strabuzzando gli occhi divenne paonazzo e poi ansimando, di un bianco cadaverico, infine visto che il suo atteggiamento non passava inosservato, si pappò anche quella porzione di odiatissimi fagioli.

Non si seppe mai come la cosa trapelò; fatto sta che divenne Er Bisse e tutti a Castiglione sorridono bonariamente ricordandone il perché.

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