In ricordo di Padre Lino Cignelli

Lettera di Marcello Camilli a Padre Lino Guarda il video integrale

CRONACA DI UN INCONTRO di Tiziana Tafani con Angerla Grassini e Marco Luzzi

Padre Lino viene giù dal vicolo puntuale, cammina pensoso nella luce del pomeriggio di settembre, noi lo aspettiamo in silenzio. Marco, l’Angela ed io. Il Sindaco ci aspetta in municipio. Siamo andati da Padre Lino per chiedergli di trovare tempo per noi, di ricordarci nelle Sue preghiere, perché padre Lino, come tutti noi, se n’è andato da Castiglione. Se n’è andato da piccolo, ci racconta, per seguire la propria inclinazione di studioso, oltre alla fede francescana. Adesso è un celebre teologo, ma lui non lo dice mai, si comprende dalla profondità di quello che dice, di come lo dice, attento che nessuno si possa sentire in difficoltà di fronte a quella conoscenza, Lui che è uomo tra gli uomini.

Qualcosa non la ricorda, padre Lino, qualche aneddoto del Paese gli è sfuggito, era già lontano, ma il presente e il futuro, li guarda con attenzione, con lucidità. I giovani, ci ripete spesso, non vanno lasciati affogare nella sovraesposizione di comunicazioni distorte, non vanno dati in pasto alla televisione, al cinismo bieco della sola apparenza. I giovani meritano la nostra attenzione di società e non solo la nostra compiacenza di genitori, dobbiamo riporre in loro le sane speranze di un popolo che vuole crescere, senza ripararci dietro la giustificazione “lo fanno tutti”. La cultura fa la differenza, dice Padre Lino, dobbiamo insegnare ai giovani a crescere per differenza, lasciando fuori dalla porta il dubbio dell’omologazione, che non accresce, soffoca. Adesso Padre Lino vive a Gerusalemme, ci racconta di una terra devastata eppure piena del frastuono della vita, Gerusalemme che è il cuore pulsante della Terra. Vuole sapere cosa fanno i Castiglionesi nel Mondo, e Marco, che Padre Lino chiama con affetto il manager dell’iniziativa, gli spiega tutto quanto, che ci siamo riuniti a causa delle distanze che ci dividono, per colmare lo spazio che ci separa dalla nostra gente. Che vogliamo, pure con i nostri limiti, riportare a Castiglione la piccola eredità, culturale e professionale, che abbiamo costruito andando via, per compensare il disorientamento del distacco, che solo quelli che se ne vanno conoscono. Gli abbiamo regalato un quadro della mostra “Tocchi d’arte e fantasia” , con una dedica di un passo di San Paolo sull’amore universale, che Padre Lino ha studiato con tante profondità. Il quadro ce l’ha restituito, chiedendoci di dedicarlo, da parte Sua, a tutti i Castiglionesi. Il suo voto di povertà non gli consente di possedere nulla. L’Angela ha parlato con Padre Lino dei nostri figli, delle nostre tradizioni, di quanto sia importante il messaggio spirituale dell’esempio. Padre Lino ha promesso che sarà con noi per la Madonna della Neve del prossimo anno, e studieremo insieme un programma per imparare dalla sua infinita sapienza. E’ diventato i nostro primo socio onorario. Si commuove, Padre Lino, quando gli leggiamo le parole che Marcello gli ha scritto da Bologna. Anzi, leggo io e, nella confusione dell’emozione, sbaglio i nomi, sbagli i verbi, sbaglio i santi. Ma tanto padre Lino ha capito. E ci dice, alla fine, sommessamente, di non dimenticare l’opera degli artigiani castiglionesi, specie la tradizione e l’operosità degli uomini impegnati nella realizzazione dei fuochi di artificio. Lo dice sommessamente Padre Lino, senza dare voce al nome della sua famiglia, annientata dal vuoto intollerabile di un giorno senza futuro. Noi gli assicuriamo che lo faremo, che nessuno sarà dimenticato, perché all’improvviso, ci è tutto chiaro. Ecco, siamo noi, custodi della memoria.

Centinaia di persone al funerale di P. Lino Cignelli

“Padre Lino è morto all’improvviso, in mezzo a noi, appena arrivato dalla Flagellazione per ascoltare la prolusione di un altro anno accademico, lui professore ormai emerito, ma ancor più maestro che non ha mai smesso d’insegnare con l’esempio della sua vita, prima ancora che con la vastità e la profondità della sua erudizione.
È morto in mezzo alla Città, dopo averne percorso per l’ultima volta una salita della quale conosceva ogni pietra, ogni gradino, ogni suggestione. Di questa Città conosceva le persone, senza distinzioni: salutato sempre dalla gente comune, dai negozianti, riverito da religiosi di ogni denominazione, da ministri di ogni diversa Chiesa e confessione cristiana, padre Lino è stato per tutti il ‘frate della corda’ che ha fatto pienamente parte di questa Gerusalemme, e che ora abita la Gerusalemme celeste”.

Con queste e altre parole il Custode di Terra Santa P. Pierbattista Pizzaballa ha commemorato P. Lino Cignelli, frate minore, per tanti anni professore di greco biblico e patristica dello Studium Biblicum Franciscanum, sacerdote e direttore spirituale ricercatissimo, all’inizio della celebrazione eucaristica e del rito delle esequie che si è svolto mercoledì 10 novembre nella chiesa di San Salvatore a Gerusalemme.

Tanto minuta e modesta la figura di questo piccolo frate francescano quanto grande il segno che ha lasciato di una vita tutta donata al servizio di Dio, della Chiesa, dei fratelli e della Terra Santa. Prova ne sia la nutritissima partecipazione di fedeli al suo funerale, oltre ai quali si contavano ben 118 sacerdoti concelebranti, frati minori, religiose e religiosi di ogni ordine provenienti dai conventi di Israele, di Palestina e dall’estero; dall’Italia erano giunti tra gli altri la sorella Giacinta e le nipoti Fabiana e Maria Luisa.

La santa messa è stata presieduta dal Custode di Terra Santa, P. Pierbattista Pizzaballa, e assistita da mons. Antonio Franco, nunzio e delegato apostolico e da mons. Kamal Bathish, vescovo ausiliare e vicario generale emerito di Gerusalemme; concelebranti principali erano P. Artemio Vitores, vicario custodiale e guardiano di San Salvatore, P. Bruno Ottavi, ministro provinciale di Assisi, P. Claudio Bottini, decano dello Studium Biblicum Franciscanum e P.Ibrahim Najib, guardiano del convento della Flagellazione, la fraternità dove P. Lino risiedeva.

Nella sua omelia P. Bottini si è rivolto direttamente a P. Lino, la cui salma era ancora esposta nella cassa aperta davanti all’altare, raccontando delle ultime ore del frate, momenti ordinari eppure emblematici della sua esistenza: “Lunedì mattina, ti sei fatto trovare ‘al lavoro’ come il discepolo beato del Vangelo, intento alla tua vita consueta (cf. Lc 12,43).

Dopo la nostra concelebrazione eucaristica alla Flagellazione, col piccolo rosario tra le dita salivi anche tu a San Salvatore, ma andando prima a portare la tua ‘carità’ ai poveri, perché ti stava tanto a cuore unire la mensa eucaristica a quella dei bisognosi. Non era una idea fissa la tua, ma era coerenza al Vangelo che proclama ‘beati i misericordiosi’, benedetti coloro che fanno opere di misericordia. A chi ti chiedeva perché avessi tanta premura di prendere sempre qualcosa dalla nostra non certo poverissima tavola, facendolo scivolare nella tua larga manica, rispondevi con il linguaggio dei tuoi amati Padri della Chiesa che quello era il ‘boccone di Cristo’ destinato ai poveri, specie a quelli più nascosti”.

Un momento spiritualmente molto intenso della celebrazione è stata la preghiera dei fedeli ritagliata dal Cantico delle creature di San Francesco, al quale si univano corrispondenti invocazioni che richiamavano la persona e la missione di P. Lino: “Laudato si’, mi’ Signore per messer lo frate Sole. Frate Lino nella sua vita è stato guida spirituale per molte persone. Possano continuare a camminare nella via che, attraverso frate Lino, Tu, o Signore, hai illuminato per loro”. Prima del rito delle esequie hanno preso la parola il ministro provinciale dell’Umbria –la provincia religiosa di provenienza di P. Lino, che era nato a Lanciano in Abruzzo nel 1931– e la sorella. P. Bruno Ottavi ha ringraziato il Signore “per il dono di un frate che con semplicità e sapienza ha saputo coniugare e trasmettere l’amore di Dio”; la signora Giacinta ha voluto donare “un ricordo speciale per un fratello speciale. Dalle sue parole emanava sempre una grande pace: a lui il ringraziamento per avere trasmesso a noi i valori cristiani e la fede vera”.

Alla fine della celebrazione una lunghissima processione si è snodata attraverso la città vecchia per raggiungere il cimitero dei francescani sul Monte Sion, passando dalla Porta di Giaffa oltre la Porta di Davide lungo il perimetro del quartiere armeno. L’incenso e la croce precedevano uno stuolo di frati che accompagnavano il loro confratello defunto salmodiando in gregoriano tra la curiosità dei turisti e lo stupore dei residenti.

FRC

2 risposte a "In ricordo di Padre Lino Cignelli"

  1. sergio volentieri 30 dicembre 2010 / 21:42

    Caro Marco la dipartita di Padre Lino mi ha molto rattristato,noi come associazione che per l’ultima volta ,e per la prima per Castiglione in Teverina, ha reso una intervista al Grande Padre Lino, dovremmo pensare di fare un viaggio per un doveroso saluto,nei luoghi a Lui tanto cari.La terra Santa.Una preghiera per Lui che ha pregato tanto per noi peccatori.

  2. sergio volentieri 14 gennaio 2011 / 17:43

    Il sito ” Custodia di Terra Santa”scrive per commemorare la scomparsa del ns.padre Lino dice:”La sua attenzione concreta per i poveri e per i sofferenti era un assillo costante della sua vita fino ad apparire a taluni eccessivo. Dopo aver concelebrato l’Eucarestia con la comunità della Flagellazione e prima di salire a San Salvadore per la prolusione dell’anno accademico della facoltà era passato dalle Suore della Beata Madre Teresa di Calcutta per portare la sua ultima “carità”. La morte improvvisa di fra Lino ha sorpreso tutti ma osiamo credere che non ha trovato impreparato lui che viveva tutto e sempre sotto la luce della parola del Signore che ha detto” Beato quel servo che il padrone arrivando,troverà al suo lavoro”(lc 12,43). Fra Lino aveva 79 anni di età , 62 di professione ,55 di sacerdozio.

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